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Ricostruzione: Mariani chiede provvedimento in finanziaria

Lunedì 21 Dicembre 2009 18:21

Ultimo aggiornamento Domenica 27 Dicembre 2009 11:06

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Urge un intervento bipartisan di tutti i parlamentari lucani per l’inserimento in finanziaria di un provvedimento sul “rinnovo del contributo per il rimborso Iva di cui alla legge 449/97”. E’ la richiesta del sindaco di Muro Lucano, Gerardo Mariani e dell’intera amministrazione murese. Il primo cittadino ha scritto questa mattina al premier Berlusconi, a tutti i parlamentari lucani, al presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo e al presidente dell’Anci, Vito Santarsiero, per chiedere un’azione sinergica istituzionale sulla legge 219/81, sulla legge 32/92 e sulla 226/99.

 


A seguito della delibera della giunta Mariani, approvata lo scorso mese di luglio, nei giorni scorsi è pervenuta in risposta la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri che precisa “in assenza di una previsione normativa espressa che ne autorizzi la corresponsione non è possibile, allo stato attuale, l’adozione di una qualsiasi e diversa iniziativa ”.
“L’amministrazione murese – sottolinea Mariani - chiede un’azione sinergica a tutti i parlamentari lucani per l’inserimento in Finanziaria di un provvedimento che permetta la proroga di ulteriori tre anni del rimborso Iva di cui alla legge 449 del 97 scaduta il 31/12/08 per quanti eseguano interventi di adeguamento sismico sull’intero territorio colpito dal sisma del 1980 dando la possibilità agli stessi di rendicontare nei sei mesi successivi alla scadenza, come determinato dall’articolo 19 della protezione civile n 3076 del 3 agosto del 2000. Si chiede che le domande presentate dai cittadini, entro il 31 dicembre di ogni anno per il rimborso Iva, siano rendicontabili dai Comuni entro il 30 giugno dell’anno successivo e che siano ammessi a rimborso gli interventi di cui alla legge n 219/81 e quelli iniziati prima del 31 dicembre del 1997”.
“E’ da tener in considerazione che la nostra è un’amministrazione da poco insediatasi - aggiunge il sindaco - così come è accaduto in molti dei comuni chiamati al voto a giugno 2009 e nei quali sono ancora in corso i lavori di cui alla legge 219/81 e 32/92. La mancata proroga dei termini creerebbe ulteriori problemi sociali traendo le aspettative dei cittadini che vedrebbero così venir meno un loro legittimo diritto e che pagherebbero il dolo di essere stati finanziati nel periodo sbagliato. Tale situazione non favorirebbe quei percorsi di prevenzione che invece la realizzazione di adeguamento o miglioramento sismico potrà produrre”.

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